UniPg si allea con la polizia postale: «Non è un atto amministrativo, ma di responsabilità»
La sicurezza informatica è entrata al centro della nostra vita, passando dalle truffe online, come quelle su Whatsapp, arrivando anche al centro della vita universitaria.
Infatti, dalle piattaforme per seguire le lezioni agli esami online, dalla gestione delle carriere accademiche alle procedure amministrative, una parte crescente dell'esperienza degli studenti dipende dal corretto funzionamento dei sistemi digitali.
È in questo contesto che si inserisce il protocollo d'intesa sottoscritto l'8 ottobre dall'Università degli Studi di Perugia e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per l'Umbria.
L'accordo, presentato nella Sala del Dottorato di Palazzo Murena, punta a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici e a proteggere i sistemi informativi e le infrastrutture tecnologiche dell'Ateneo.
A firmare l'intesa sono stati il rettore Massimiliano Marianelli e il dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, Francesco Verduci.
Dalla prevenzione agli interventi: cosa prevede l'accordo
Il protocollo prevede la condivisione e l'analisi di informazioni utili a individuare e contrastare possibili attacchi informatici, la segnalazione tempestiva di vulnerabilità e la collaborazione nella gestione delle emergenze.
L'obiettivo è rafforzare la capacità di risposta dell'Ateneo, tutelando i dati sensibili e garantendo, per quanto possibile, la continuità dei servizi.
«Il Protocollo che sottoscriviamo oggi non è un atto amministrativo, ma un atto di responsabilità», ha dichiarato il rettore Marianelli, sottolineando che la sicurezza digitale non è soltanto una questione tecnica, ma una condizione di fiducia tra l'istituzione e la sua comunità. Proteggere le infrastrutture, ha spiegato, significa tutelare anche lo spazio nel quale studenti, ricercatori, docenti e personale universitario studiano e lavorano.
Il questore Sallustio, presente anche lui, ha evidenziato l'importanza di una risposta coordinata alle minacce informatiche, fondata sulla tempestività dello scambio di informazioni e sulla collaborazione tra istituzioni.
Verduci ha invece richiamato l'attenzione sulla necessità di difendere le infrastrutture informatizzate che erogano servizi essenziali, prevedendo interventi tempestivi in caso di attacco.
L'intelligenza artificiale: una nuova sfida per la sicurezza
Nel corso dell'incontro, il professore Fanò ha richiamato l'attenzione sul rapporto tra intelligenza artificiale e minacce informatiche. Questi strumenti possono ridurre la distanza tra le competenze necessarie per elaborare contenuti o condurre operazioni digitali e la capacità di realizzare azioni potenzialmente dannose. Allo stesso tempo, possono offrire nuove possibilità per individuare anomalie, analizzare informazioni e sviluppare strumenti di difesa.
Il punto, dunque, non è considerare l'intelligenza artificiale soltanto come una minaccia, ma comprendere come il suo impiego possa modificare tanto le strategie degli aggressori quanto quelle di chi deve proteggere i sistemi.
Perché la cybersecurity riguarda anche gli studenti
La sicurezza informatica di un'università non coincide soltanto con la protezione dei server o delle reti interne.
Riguarda anche le informazioni personali conservate nei sistemi accademici, le credenziali di accesso, i documenti amministrativi e i servizi digitali utilizzati ogni giorno dagli studenti.
Un attacco informatico, qualora compromettesse un servizio universitario, potrebbe renderlo temporaneamente indisponibile; una violazione dei dati potrebbe invece esporre informazioni personali o consentire tentativi di frode.
Esistono inoltre minacce che possono coinvolgere direttamente gli utenti: messaggi fraudolenti che imitano comunicazioni ufficiali, richieste di credenziali, link ingannevoli e allegati contenenti software dannosi. Per gli studenti è quindi importante verificare l'autenticità delle comunicazioni, non condividere password e codici di autenticazione, utilizzare credenziali differenti per servizi diversi e segnalare tempestivamente messaggi sospetti.
Una questione di fiducia
La firma del protocollo rappresenta dunque un passo nella costruzione di una collaborazione istituzionale dedicata alla sicurezza digitale dell'Università di Perugia.
Per una comunità universitaria sempre più legata ai servizi digitali, la cybersecurity non è un tema distante, riservato agli specialisti ma è una condizione necessaria per proteggere dati, attività didattiche e servizi amministrativi e per mantenere la fiducia nell'istituzione.
La sfida odierna è fare in modo che la sicurezza informatica non venga considerata soltanto quando si verifica un'emergenza ma che diventi una componente ordinaria della gestione universitaria e della consapevolezza digitale di chi la vive ogni giorno.