L’UniPg va nello spazio
L’UniPg va nello spazio.
Se un tempo nello spazio andavano solo gli USA e i sovietici, oggi ci va anche l’Università degli Studi di Perugia.
Il 31 agosto si è conclusa nei laboratori universitari di Terni la fase di qualifica spaziale di Layer 0 (L0), il nuovo rivelatore destinato a essere installato sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale) per potenziare l’esperimento AMS-02, un avanzato spettrometro magnetico e rivelatore di particelle installato sulla ISS.
Il dispositivo, sviluppato da ricercatori e ingegneri di UniPg e dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) insieme a partner internazionali tra cui MIT (USA), IHEP (Cina) e CERN, partirà nel 2027 verso il Kennedy Space Center della NASA per successiva integrazione nella capsula Dragon di SpaceX con lancio previsto per aprile 2027.
Il nuovo strumento sarà installato sulla sommità di AMS-02, già operante dal maggio 2011 all’esterno della ISS .
Servirà ad aumentare la sensibilità alle particelle cosmiche di antimateria più sfuggenti, che possono fornire preziosi indizi sulla natura della materia oscura, una componente ancora misteriosa dell’Universo che non emette né assorbe luce.
Lo studio di queste particelle potrà inoltre aiutare a ricercare eventuali tracce di antimateria primordiale, formatasi nelle prime fasi dell’Universo.
Tra il 2024 e il 2025, in circa dodici mesi, negli spazi del Polo di Terni dell’Università degli Studi di Perugia sono stati assemblati e sottoposti a test meccanici e termici in condizioni di vuoto gli otto moduli che compongono Layer 0. Le attività si sono svolte nelle infrastrutture di camera pulita e nei laboratori di qualifica spaziale del Dipartimento di Fisica e Geologia e dell’INFN-Laboratorio SERMS (Studio degli Effetti delle Radiazioni sui Materiali per lo Spazio) dell’UniPg.
«La realizzazione ed i test di L0 dimostrano l’importanza delle infrastrutture di laboratorio sviluppate a Terni grazie a progetti di eccellenza», sottolinea la professoressa di fisica sperimentale dell’Università di Perugia e vice-responsabile della collaborazione internazionale AMS-02 Bruna Bertucci.
Il successo dell’ultimo test, secondo Giovanni Ambrosi, dirigente di ricerca dell’INFN e responsabile internazionale del progetto Layer 0, rappresenta il coronamento di un lavoro durato pochi anni.
«La realizzazione di uno strumento complesso come L0 conferma ancora una volta le capacità del team congiunto di INFN e UniPg», spiega Ambrosi sottolineando come il respiro internazionale della collaborazione abbia permesso al gruppo di sviluppare, negli ultimi trent’anni, quattro grandi esperimenti destinati a operare nello spazio.
Infatti, quello di Layer 0 non è il primo progetto spaziale che coinvolge l’Università degli Studi di Perugia e l’INFN.
Negli ultimi trent’anni il gruppo di ricerca ha partecipato alla progettazione, costruzione e integrazione di AMS-02, del suo prototipo AMS-01, dell’esperimento Fermi e di DAMPE, oggi operativi nello spazio.
Un ruolo importante è stato svolto proprio dal Polo di Terni, dove nel corso degli anni sono state sviluppate infrastrutture dedicate alla qualifica spaziale.
Cos’è AMS-02
AMS-02 è il risultato di una collaborazione internazionale che riunisce ricercatori di oltre 50 istituti tra Europa, Stati Uniti e Asia, sotto la guida del premio Nobel S.C.C. Ting.
L'esperimento studia i raggi cosmici, particelle provenienti dallo spazio, cercando in particolare tracce di antimateria e segnali che possano aiutare a comprendere la natura della materia oscura e le origini dell'Universo.
Dal maggio 2011 AMS-02 ha raccolto circa 270 miliardi di particelle, costruendo il più ampio campione di raggi cosmici mai registrato.
Tra i risultati più rilevanti ci sono le misure di antiprotoni e positroni, che hanno fornito nuovi dati anche a energie finora poco esplorate.
I risultati dell'esperimento hanno inoltre evidenziato fenomeni che vanno oltre l’odierna comprensione dei meccanismi che stanno dietro l’origine, accelerazione e propagazione dei raggi cosmici.
Per questo, l'installazione di Layer 0 sarà importante per aumentare ulteriormente la capacità di AMS-02 di raccogliere dati e studiare i segnali osservati.