Fake News e disinformazione: la fabbrica delle false verità
Una notizia condivisa migliaia di volte non è necessariamente una notizia vera, sin dagli albori della storia umana e soprattutto dal ‘900 le fake news hanno regnato sovrane.
Soprattutto nell'era dei social media e dell'informazione istantanea, ogni giorno milioni di contenuti vengono pubblicati, commentati e condivisi in pochi minuti, rendendo sempre più difficile distinguere i fatti da informazioni false o abilmente manipolate.
Con il termine fake news si indicano comunemente le notizie false, ma il fenomeno della disinformazione è molto più complesso di così.
Studiosi dei media e istituzioni infatti lo suddividono in tre categorie: misinformation, disinformation e malinformation.
La distinzione è stata sistematizzata dalle istituzioni internazionali nel 2017 dagli studiosi Claire Wardle e Hossein Derakhshan nel rapporto “Information Disorder: Toward an interdisciplinary framework for research and policy making”, realizzato per il Consiglio d’Europa.
Gli autori spiegano che il problema dell'attuale ecosistema informativo non riguarda soltanto la presenza di notizie false, ma anche le motivazioni con cui esse vengono create e diffuse.
Questo modello è stato successivamente ripreso dall'UNESCO nei programmi di educazione ai media e all'informazione.
Cos'è la Misinformation?
La misinformation è la diffusione di informazioni false o inesatte senza l'intenzione di ingannare.
Chi condivide questo tipo di contenuti è convinto che siano veri e li rilancia in buona fede, magari per avvisare amici e familiari o perché li ritiene utili.
È il caso, ad esempio, di una notizia non verificata condivisa sui social network o inoltrata tramite un'app di messaggistica senza averne controllato la fonte.
Secondo la definizione adottata dall'UNESCO, l'elemento che distingue la misinformation dalla disinformation è proprio l'assenza di volontà di arrecare danno o di manipolare il pubblico.
Cos'è la Disinformation? Quando la falsità diventa strumento di persuasione
La disinformation indica la creazione e la diffusione intenzionale di informazioni false con lo scopo di ingannare il pubblico, orientare l'opinione delle persone o ottenere un vantaggio politico, economico o sociale.
Il fenomeno non nasce con Internet, ma nasce dalla comunicazione politica e militare.
Uno dei primi esempi storici risale alla Prima guerra mondiale, quando la propaganda alleata diffuse la falsa notizia della cosiddetta “fabbrica dei cadaveri tedeschi”.
Secondo il racconto, la Germania avrebbe trasformato i corpi dei propri soldati caduti in grassi e materiali industriali.
La notizia era priva di fondamento, ma contribuì a rappresentare il nemico come disumano e barbaro, dimostrando come la manipolazione delle informazioni potesse essere utilizzata come arma psicologica per disumanizzare i nemici.
Un altro esempio riguarda la propaganda politica del Novecento incentrata sulla diffusione dei Protocolli dei Savi di Sion, un documento falso creato dai zaristi per alimentare l'antisemitismo presentando la prova di un inesistente complotto ebraico ai danni del nascente gruppo bolscevico.
Nonostante la sua falsità fosse stata dimostrata, il testo continuò a circolare diventando uno strumento di propaganda e odio fino alla nascita del movimento nazista.
Oggi la disinformation ha assunto nuove forme: attraverso social network, siti web e account coordinati è possibile creare campagne organizzate capaci di raggiungere milioni di persone in tempi rapidissimi come fu per il fenomeno QAnon negli USA o per le cosiddette troll farm, vere e proprie industrie di bot online (account falsi) usati come strumento di soft power contemporaneo per propagare informazioni false usato da nazioni come la Russia attraverso l'ex imprenditore, ora deceduto, Evgenij Prigožin.
Cos'è la Malinformation? Quando informazioni vere vengono utilizzate per danneggiare
La malinformation indica la diffusione di informazioni che possono essere vere o basate su elementi reali, ma che vengono utilizzate con l'obiettivo di danneggiare una persona, un gruppo o un'organizzazione.
Un esempio contemporaneo è il caso del Pizzagate, nato negli Stati Uniti durante la campagna elettorale del 2016.
La vicenda prese origine dalla diffusione online di alcune email autentiche di John Podesta, responsabile della campagna di Hillary Clinton, pubblicate da WikiLeaks.
Alcuni utenti interpretarono in modo arbitrario alcune parole e riferimenti presenti nei messaggi, trasformandoli in presunti codici legati a una rete criminale legata allo sfruttamento sessuale di minori inesistente collegata ad una pizzeria di Washington.
Sebbene Pizzagate venga generalmente classificato come un caso di disinformation, perché la teoria complessiva era falsa ed era diffusa con finalità manipolatorie, presenta anche un elemento tipico della malinformation, ovvero l'impiego di materiali autentici per colpire persone e alimentare una falsa percezione della realtà creando odio e dissenso sociale.
Un altro fenomeno da prendere come esempio è la diffusione di dati personali reali senza consenso e alterarli nel loro significato attraverso una manipolazione del contesto, oppure la pubblicazione di immagini autentiche accompagnate da descrizioni false o fuori contesto usate per danneggiare la persona rappresentata.