Carriere alias UniPg: approvato ed esteso il nuovo regolamento
Il 25 giugno il Senato accademico dell’Università degli Studi di Perugia ha dato il via libera all’unanimità alla nuova riforma riguardante le carriere alias, un nuovo passo avanti verso un mondo universitario più inclusivo ed attento all'identità di genere.
Il provvedimento interessa l’intera comunità universitaria, dagli studenti al personale docente, tecnico-amministrativo, fino a dottorandi e ricercatori ed è stato un lavoro congiunto portato avanti dalla Sinistra Universitaria UDU Perugia, l’associazione ADI Perugia e Omphalos LGBTQIA+, in totale cooperazione con i delegati della comunità di governo dell'Università degli Studi di Perugia.
Regolamento simile era già stato approvato nel DR n. 777 del 16 maggio 2016 sempre dall’ateneo e nel 2025 anche all'interno di ADiSU Umbria con l'obiettivo prefissato di combattere ogni discriminazione e promuovere l’inclusività di genere.
Grande innovazione rispetto al passato è stata l'eliminazione di certificati medici psicologici per richiedere l'attivazione e l'apertura alle carriere alias alla comunità dei dottorandi e ricercatori.
A tal proposito Grazia Enerina Pisano, coordinatrice ADI Perugia, ha potuto dichiarare all'interno del comunicato ufficiale delle associazioni: «Da oggi, finalmente, anche dottorandi e ricercatori vedranno riconosciuto un loro diritto fondamentale e potranno intraprendere le loro carriere nel rispetto totale della propria identità.»
Nicoletta Schembari, coordinatrice della Sinistra Universitaria di UDU Perugia, ha invece spiegato l'apertura dell’ateneo verso le istanze studentesche: «I punti del regolamento che sono stati riformati sono molti e all’interno del nuovo testo di ateneo sono state accolte tutte le istanze portate avanti dalla rappresentanza studentesca, creando uno dei regolamenti alias tra i più inclusivi e accessibili su tutto il territorio nazionale.»
Infine, Roberto Mauri, segretario dell’associazione Omphalos LGBTQIA+, ha lanciato un appello rivolto ad altre istituzioni: «Auspichiamo che altre istituzioni pubbliche e private vogliano approfittare dell'esempio che stiamo dando per riprodurre la stessa esperienza e contribuire a rendere più libere le persone che ne hanno bisogno.»
Intervista al Prof. Emidio Albertini: come attivare le procedure e le nuove introduzioni del regolamento
Per chiarire il funzionamento della carriera alias e le novità introdotte dal nuovo regolamento, è stato intervistato il prof. Emidio Albertini, tutor delle carriere alias.
«Con il nuovo regolamento la carriera alias è attiva per tutte le persone che studiano o lavorano a UniPg, quindi studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti. È uno dei sistemi più avanzati in Italia perché coinvolge tutte le componenti dell’ateneo», ha spiegato.
Il docente ha poi illustrato le principali innovazioni del regolamento: «La novità principale riguarda l’ampliamento dell’inclusività e una revisione del linguaggio burocratico andando ad eliminare il binarismo di genere. Inoltre è prevista anche la possibilità di utilizzare il nome alias in sede di elezione studentesca e proclamazione tesi e la possibilità di usare il tesserino fuori UniPg come documento di riconoscimento per mantenere la privacy.»
Albertini ha anche spiegato come avviene la procedura di attivazione: «La persona interessata mi contatta personalmente, svolge un colloquio con me e firma un accordo di riservatezza. La procedura è attiva in un paio di giorni dato che la segreteria aggiorna subito l’anagrafica interna con il nome alias.»
Ha poi chiosato: «L’obiettivo è facilitare l’accesso, col nuovo regolamento è possibile grazie all'eliminazione della richiesta di certificazioni mediche permettendo anche l’attivazione già dal primo anno di università.»
«Attualmente le carriere alias attive sono circa una decina. Dal 2017-2018 ne sono state attivate complessivamente circa quaranta», ha precisato.
Infine, il tutor ha sottolineato il tema della riservatezza: «Rispetto al vecchio regolamento il nuovo rafforza in modo significativo la tutela dei dati personali. Il personale che viene a conoscenza delle informazioni è tenuto al rispetto della privacy, con in caso di violazioni della privacy responsabilità previste dal codice etico come ad esempio la sospensione dello stipendio.»
Intervista alla coordinatrice Nicoletta Schembari: le dichiarazioni dell’UDU Perugia
Per comprendere meglio il ruolo delle associazioni studentesche nella revisione del regolamento sulle carriere alias, è stata intervistata Nicoletta Schembari, coordinatrice della Sinistra Universitaria UDU Perugia.
Sul lavoro svolto nel percorso di revisione del regolamento, Schembari ha spiegato come il tema fosse seguito da tempo dalla rappresentanza studentesca e come la governance universitaria ha lavorato in sinergia con loro: «Diverse istanze erano già state elaborate negli anni precedenti e abbiamo lavorato sul tema in sinergia con l'università fin dal primo regolamento. Molte richieste provenienti dalla comunità studentesca sono state ampliate e accolte dalla governance dell’ateneo.»
La coordinatrice ha inoltre ricordato le iniziative promosse sul tema: «Abbiamo organizzato momenti di confronto aperti insieme al professor Albertini e ad altri referenti. Lo scorso anno, ad esempio, avevamo promosso un’iniziativa davanti alla sede ADiSU per chiedere la possibilità di utilizzare la carriera alias anche nei bandi per le borse di studio e siamo stati ascoltati anche dall'agenzia per il diritto allo studio.»
Per quanto riguarda l’impatto concreto delle nuove modifiche ha individuato soprattutto un aumento dell’accessibilità: «L’aspetto più importante riguarda l’eliminazione dell’obbligo di presentare documentazione clinica. Oggi è sufficiente un colloquio per avviare la procedura, rendendola più accessibile. Non tutte le persone hanno infatti lo stesso supporto familiare o economico per intraprendere un percorso di transizione e così facendo aumenta l’accessibilità al servizio e dunque l'inclusione.
L’’apertura riguarda anche persone non binary o gender fluid che potrebbero non desiderare una transizione di genere ma non identificarsi nel genere assegnato alla nascita.»
Sul significato più ampio delle carriere alias, Schembari sottolinea che non si tratta soltanto di uno strumento amministrativo: «Rappresentano anche un cambiamento culturale, perché l’università prende una posizione a favore del diritto all’autodeterminazione di genere e del riconoscimento della persona, abbattendo ostacoli che possono avere anche un impatto sociale.»
Infine, guardando al futuro, ha auspicato il consolidamento del percorso già avviato: «UniPg è stata tra le prime università ad affrontare questo tema già dal 2016. L’obiettivo è continuare a lavorare insieme alla governance e alla comunità studentesca per mantenere il sistema aggiornato e rispondere alle esigenze future. Ci auguriamo anche che altri atenei seguano la via di UniPg.»