Il Frontone: a Perugia il valore di un film visto insieme
Quando le luci del Cinema Méliès si spengono, è il tramonto a illuminare i Giardini del Frontone. Qui, decine di persone prendono posto una accanto all’altra e per qualche ora condivideranno lo stesso spazio e la stessa storia. In un’epoca in cui la fruizione individuale dei film ha preso il sopravvento, il cinema all’aperto continua a fornire un'esperienza profondamente collettiva. Forse è questa l’essenza del cinema, l'evento popolare per eccellenza, che ai Giardini del Frontone trova una rappresentazione concreta ogni estate, quest'anno con una programmazione che va avanti fino all'11 settembre.
Per comprendere questo fenomeno e perché continui ad attirare pubblico abbiamo incontrato Mirco Gatti, co-fondatore di Cinegatti e uno degli organizzatori dell’arena estiva.
Dalle sue parole emerge un tema che va oltre il cinema: quello della comunità. Non è un concetto nuovo. Già Aristotele definiva l’essere umano come uno zoon politikon, un animale naturalmente portato a vivere con i suoi simili e a costruire una comunità. Se nell’antica Grecia era la polis il luogo in cui questa dimensione prendeva forma, oggi spazi pubblici come il Frontone continuano a svolgere una funzione di aggregazione. Una dimensione comunitaria confermata anche dai numeri: «Una delle arene estive del centro Italia che va meglio i distributori romani dicono che è una delle aree che incassa di più», racconta Gatti.
Per i perugini lo spazio polivalente di Borgo Bello è per tradizione uno dei luoghi simbolo del quartiere, dove ogni grande iniziativa prende forma. Per gli studenti fuorisede, numerosi in una città a forte vocazione universitaria, il Frontone è un’importante occasione di aggregazione, capace di offrire un contesto informale in cui conoscere nuove persone e partecipare alla vita culturale della città. In questo senso il cinema all’aperto è uno degli eventi più importanti dell’anno all’interno della struttura.
«È proprio fondamentale avere un evento del genere. La visione condivisa penso che sia una delle poche cose di socialità che ci è rimasta, anche a livello economico è l’intrattenimento culturale più popolare grazie anche al basso costo dei biglietti e alle iniziative ministeriali penso che a livello sociale abbia un impatto importante è doveroso mantenere i cinema all’aperto»
La proiezione all’aperto propone un’esperienza fondata sulla condivisione dello spazio, a cui sempre più persone scelgono di partecipare. A dimostrarlo è il crescente numero di festival, associazioni e amministrazioni che negli ultimi anni hanno deciso di portare il cinema fuori dalle sale tradizionali. Dalle Proiezioni in Natura sul monte Catria all’iniziativa di Kinocaravan, passando per il RIFF - River Film Festival di Padova e il Cinema in Piazza di Roma, sono numerose le realtà che trasformano parchi, piazze e paesaggi naturali in luoghi di proiezione e incontro.
In questo panorama si inserisce anche il Frontone – Cinema all’Aperto con una programmazione che riflette la propensione all’incontro. Dall’11 giugno a metà settembre, la rassegna accompagna le serate perugine con un palinsesto pensato per coinvolgere un pubblico ampio. Una scelta voluta, come spiega Mirco Gatti : «Ogni sala ha la sua vocazione , al Frontone, avendo una vocazione più popolare mettiamo soprattutto cinema per giovani e famiglie».
Quando le luci si riaccendono e il pubblico lascia i Giardini del Frontone, ciò che resta non è soltanto il ricordo del film. Resta soprattutto un’esperienza condivisa, costruita attorno a uno spazio che, per una sera, torna a essere un luogo di incontro. In un’epoca in cui la visione è sempre più spesso individuale, è forse questa la forza del cinema all’aperto: ricordare che alcune storie acquistano un significato diverso quando vengono vissute insieme.