Cinema e Comunità: il modello PostModernissimo per la Perugia del futuro
Se siete venuti a Perugia almeno una volta e siete amanti della settima arte, allora avrete sicuramente sentito parlare del PostModernissimo, il cinema indipendente di Via del Carmine. Ma ciò che appare come un semplice cine-teatro nasconde in realtà un progetto culturale e urbano molto più ambizioso. Ha aperto le sue porte nel 2014 per una volontà, quella di voler contrastare le multisala e di rivitalizzare una zona urbana, ridando vita allo spazio dell’ex cinema Modernissimo, ormai chiuso da un decennio. Quattro gli autori di questo progetto di rivitalizzazione, quattro visionari: Giacomo Caldarelli, Ivan Frenguelli, Andrea Frenguelli e Andrea Mincigrucci, che dall’idea di cinema di comunità, hanno creato un hub culturale e sociale di grande impatto.
L’offerta è ampia e la curatela è affidata non solo a tecnici del settore ma anche a “Anonima Impresa Sociale”. Una società cooperativa che allo stesso tempo si configura come uno spazio comunitario aperto a tutti. Attraverso il versamento di una piccola quota chiunque può partecipare alle attività del luogo, rafforzando così l’idea di cinema di comunità. Gli eventi poi, stimolano la riflessione e la scoperta del nuovo e questo è un aspetto che i gestori ben conoscono. Il Mosaico cinematografico sulle Resistenze è il tema stagionale scelto per primavera 2026 ed è l’incarnazione del concept dietro PostModernissimo «di Resistenza, di libertà e … di Autogestione».
Oltre alle proiezioni, lo spazio offre numerosi eventi che raccontano l’amore per Perugia e per i suoi cittadini: cicli di incontri su tematiche sociali, presentazioni di film seguiti da incontri con i registi e attori, incontri promossi dall’Università degli Studi di Perugia, masterclass in collaborazione con l’Università per Stranieri di Perugia, interviste, retrospettive e tanto altro.
Con queste proposte, il cinema PostModernissimo evolve da luogo di proiezione a luogo ibrido. Dedicato all’incontro di persone di tutte le età che trovano nelle mura (e non) del locale, un luogo di ritrovo e riflessione.
Seguendo questa linea, nel tempo il “PostMod” - chiamato così da chi lo frequenta – ha contributo a creare in Via della Viola un polo di arte e socialità. Oggi infatti tra spazi creativi, locali e una forte presenza giovanile, tra opere a cielo aperto e pub, quest’area si configura come una tra le zone più vive del centro storico.
I multisala rimarranno comunque i pesi massimi dal punto di vista economico all’interno dell’industria cinematografica. La sfida dei cinema urbani è la loro funzione culturale, luoghi di resistenza, innovazione e ridefinizione continua dell’esperienza cinematografica contemporanea. Nella visione appena data, il Postmod non è più un adattamento alle logiche capitalistiche, ma una trasformazione interna dell’immaginario cinematografico, che ridefinire il rapporto tra spettatore, spazio urbano e consumo culturale. Una funzione necessaria che le sale cinematografiche nei centri storici non intendono abbandonare.