San Francesco nostro contemporaneo: arte e spiritualità a Palazzo Baldeschi
Forse per la sua grande umiltà, forse per il suo carisma che continua ancora oggi ad ispirare o semplicemente per il coraggio di essere sé stesso, San Francesco è indubbiamente un santo che piace, anche ai più giovani.
A renderlo estremamente contemporaneo sono il suo messaggio di rispetto della natura e l’appello alla fratellanza tra i popoli, questioni che trovano una forte eco nelle urgenti sfide del nostro tempo: l’emergenza climatica e le ingiustizie sociali.
Semplicità, armonia con il creato, ricerca di una dimensione autentica dell’esistenza, attenzione verso gli ultimi, pace e letizia: sono questi gli ideali che Francesco ha professato fin dall’inizio della sua missione. A 800 anni dalla morte, avvenuta il 3 ottobre 1226, San Francesco continua ad essere una calamita, capace di attrarre chiunque si imbatta nel suo cammino. Per questo, le iniziative che lo celebrano e lo ricordano si snodano in tutto il territorio. È in questo solco che si inserisce anche Perugia, così vicina ad Assisi, città natale del Santo. Il capoluogo umbro rende omaggio al Santo Patrono d’Italia con diverse iniziative, tra cui la mostra "San Francesco nostro contemporaneo. Tra Arte e Spiritualità" di Fondazione Perugia a Palazzo Baldeschi.
Dal 18 aprile al 1° novembre 2026, Palazzo Baldeschi, situato nel centro storico di Perugia, in Corso Vannucci, resterà aperto per ospitare una mostra unica nel suo genere, che mette in dialogo arte contemporanea e spiritualità francescana, per ricordare un santo antico eppure sorprendentemente moderno. Curata da Costantino D'Orazio e nata dalla collaborazione tra Fondazione Perugia e la Galleria Nazionale dell’Umbria, l’esposizione non racconta San Francesco come figura storica o religiosa, ma tenta di rileggerne l’eredità accostando patrimonio storico e linguaggi artistici del Novecento e del presente.
Il percorso si snoda tra le opere di artisti che, ciascuno con un proprio linguaggio e una propria sensibilità, hanno intercettato e reinterpretato la dottrina di San Francesco. Dai materiali poveri di Alberto Burri, che sposano l’ideale radicale di povertà francescana, alla Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, che interroga lo squilibrio tra natura e artificio, tra necessità autentica e accumulo compulsivo. Da Maurizio Cattelan, che con Mother affronta in maniera ironica e perturbante i temi della sofferenza e della resistenza fisica, alla tensione spirituale di William Congdon, segnato dalla propria conversione al cattolicesimo. Anche il Cantico delle creature trova nuovo respiro attraverso le cancellature di Emilio Isgrò, che ne reinventa il linguaggio, e tramite il lavoro di Marina Abramović, che si ispira all’ultima strofa per riflettere sulla caducità della vita. Completano l’itinerario di visita dieci opere grafiche di Cézanne, Picasso, Chagall, Gauguin, Cocteau, Giacometti, Sironi, Redon, Denis e Rousseau, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Un percorso che evita ogni tono celebrativo, ma raccoglie l’eredità spirituale e tematica di un Santo che continua a parlarci con vigore attraverso i secoli. È così che San Francesco, ottocento anni dopo, torna a essere - davvero - nostro contemporaneo.